PROGETTO

Il gioco delle parti: giovani e anziani a confronto. La solidarietà come valore intergenerazionale

Finanziato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali

(legge 383/2000, art. 12 lettera f) – Anno finanziario 2012

Il progetto “Il gioco delle parti: giovani e anziani a confronto. La solidarietà come valore intergenerazionale” si inserisce nell’ambito delle attività di tutela e promozione dei giovani e della terza età. Nello specifico l’obiettivo principale che propone è quello di elicitare lo scambio di esperienze e conoscenza fra le due fasce di età. Esso si realizza tramite la messa in atto di un intervento multidimensionale mirato a sollecitare la co-costruzione di abilità, competenze, linguaggi, obiettivi e strategie condivise. AICS si propone di utilizzare la propria rete territoriale per aiutare i minori e gli anziani individuati per offrire, in collaborazione con alcuni servizi ed enti territoriali, la possibilità di avere accesso ad attività gratuite. Lo sport e la cultura si rivelano, oltre che ottimi strumenti di socializzazione e di inclusione, un’eccellente opportunità per l’integrazione sociale e lavorativa di molti soggetti che non riescono ad inserirsi perché facenti parti di “fasce deboli”.

Fra le aspettative finali c’è sicuramente quella di sensibilizzare i rappresentanti della rete sociale dei territori coinvolti alla gestione di eventuali situazioni di disagio ed alla promozione di una cittadinanza attiva. Sarebbe anche di buon auspicio un’apertura del dialogo tra le famiglie, i ragazzi, gli anziani ed i referenti delle istituzioni territoriali coinvolte e l’acquisizione della capacità di lavorare in rete da parte di queste ultime con tutte le agenzie educative e operative competenti in materia di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’anzianità. Nello specifico il seguente report riguarda il lavoro svolto dal Comitato AICS di Perugia.

 

Il presente progetto ha come obiettivo principale quello di promuovere la realizzazione sul territorio nazionale di occasioni di incontro tra persone con età anagrafiche diversificate. Questo elemento favorisce l’istaurarsi di un dialogo tra parti componenti la nostra comunità spesso distanti (come giovani ed anziani) e predispone un aumento della competenza dei cittadini di tutte le età nell’anticipare e soddisfare le esigenze reciproche di salute e benessere. Si tratta quindi di un progetto in cui il ruolo della comunità diventa strategia per anticipare e mantenere processi di promozione della salute e della comunità in relazione a quanto le trasformazioni sociali ed economiche stanno generando.

Il focus è posto sull’inclusione sociale per cercare di rafforzare la capacità dei singoli agenti ad aprirsi al confronto con l’altro. Rispetto a questo elemento, AICS intende intervenire in sinergia con gli attori sociali e con le istituzioni del territorio per consentire ai ragazzi, agli anziani ed alle loro famiglie occasioni che circoscrivano il possibile disagio.

 Tre gli obiettivi più specifici: 

  1. L’apertura di un dialogo tra persone di età differenti finalizzata allo scambio di conoscenze e all’incremento reciproco di competenze;
  2. L’incremento di competenze, da parte sia dei giovani che degli anziani, nell’anticipare modalità di gestione della propria vita sociale che consentono di promuovere la salute e decrementano la possibilità di danno sanitario;
  3. Offrire ai giovani e agli anziani l’opportunità di sperimentarsi in contesti sociali e aggregativi differenti da quelli praticati normalmente. L’intero progetto si fonda sulla metodologia di ricerca/intervento per cui ogni singola fase viene influenzata dai risultati della fasi precedenti, dal monitoraggio interno e da quello indipendente. Il supporto metodologico agli operatori è uno dei suoi elementi qualificanti. Come parte integrante del progetto, è stato sviluppato un percorso che, con l’aiuto degli enti locali e delle altre amministrazioni coinvolte, dà l’opportunità di rimanere operativo anche dopo la conclusione del progetto. Ulteriore obiettivo è quello di creare veri e propri percorsi di integrazione riproponibili che possano diventare uno degli strumenti delle politiche sociali dell’AICS nel prossimo futuro. L’adozione di progetti che facciano riferimento ad indicatori di risultato e di processo consente di attuare buone prassi che si rendano realizzabili non solo nel territorio specifico in cui i progetti sono stati realizzati, ma che possano essere estese al territorio nazionale. Questo progetto nasce nella logica della trasferibilità tanto verso altri territori che verso altre tipologie di disagio. Il progetto nazionale ha avuto una durata di 12 mesi.

 

 A livello territoriale si è perseguito l’obiettivo generale di promozione della generazione e costruzione di relazioni orientate al “comporre una comunità secondo criteri di cittadinanza attiva”. Questo è stato reso possibile tramite l’attivazione di un’azione specifica che ha preso il nome di “I social network per la memoria dei giovani e delle vecchie generazioni”.

La suddetta azione ha previsto il coinvolgimento di tre gruppi target: 3 senior narranti, 10 narranti junior ed il pubblico dei social network raggiunto attraverso la promozione della pagina di Facebook® appositamente creata.

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Il primo incontro è stato tenuto dal prof. Carlo Picciafoco che ha trattato il tema del rapporto giovani-anziani nell’ambito del volontariato.

Il volontariato è uno degli elementi centrali della cittadinanza attiva la quale rafforza la coesione sociale e sviluppa la democrazia. Le persone possiedono diverse capacità e talenti. Per questo il processo formativo dei giovani, e non solo, deve tenerne conto al fine di un’educazione integrale.

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Il secondo incontro è stato tenuto dal prof. Alberto Stella e si è focalizzato sul concetto di viaggio e sulla valorizzazione delle diversità culturali, anche all’interno della città. Il “viaggio” è un’opportunità preziosa, che mette in comunicazione popoli e culture diverse.

Il viaggio è il simbolo della capacità di aprirsi agli altri e di trascendere la propria chiusura. Facendoci uscire dal nostro ambiente abituale, ci fa incontrare paesaggi insoliti che vincono la naturale pigrizia dell’uomo che cerca sempre la stabilità e s’illude spesso di trovarla.

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Non si può infatti essere cittadini del mondo, se non si porta dentro di noi abitudini particolari, la lingua della nostra terra, la forma mentale ereditata dall’ambiente che ci ha cresciuto. Solo possedendo una determinata cultura, ci si può confrontare con le altre culture. Solo avendo dentro di noi una scala di valori, si possono riconoscere i valori degli altri.


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Il terzo incontro è stato guidato da Ada Girolami, impegnata politicamente a partire dal 1985 fino al 2005, rivestendo sia il ruolo di assessore che quello di consigliere in diversi settori amministrativi, si è focalizzato dunque sulle funzioni e ruoli degli organi istituzionali dal livello locale a quello europeo.Il gioco delle parti 5

È stata un’importante occasione di educazione civica, nel corso della quale il senior ha cercato di trasmette ai ragazzi l’idea secondo la quale, la democrazia si difende prima di tutto facendo crescere nel Paese quello spirito di cittadinanza che una buona lezione di educazione civica dovrebbe alimentare e diffondere, rincorrendo all’ambizione di contribuire a sviluppare quel senso critico che rende l’uomo libero.

In tal senso i ragazzi sono stati spronati ad impegnarsi proattivamente nella vita sociale e civile partendo ad esempio dalle consulte scolastiche.


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Il quarto incontro è stato tenuto nuovamente dal prof. Carlo Picciafoco e si è focalizzato sulla città di Perugia e sulla relativa candidatura a Capitale Europea 2019. Il professore ha spigato ai ragazzi il progetto dell’Unione Europea “Capitale Europea della Cultura” che nasce nel 1985 con lo scopo di avvicinare i popoli europei mediante la valorizzazione della ricchezza culturale e migliorare la conoscenza che i cittadini europei hanno gli uni degli altri, favorendo il senso di appartenenza a una medesima comunità.

 

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Una città non viene designata Capitale per il suo patrimonio storico artistico e per le manifestazioni esistenti, ma per il programma di eventi culturali che intende realizzare nell’anno di assegnazione del titolo. In quel periodo la città è invitata a valorizzare le proprie peculiarità e a dare dimostrazione della propria creatività. Il titolo viene assegnato dalla Commissione Europea sulla base della valutazione dei progetti e ha validità annuale. A decorrere dal 2011, ogni anno vengono selezionate due città appartenenti a due Paesi europei: il turno dell’Italia sarà l’anno 2019 insieme alla Bulgaria.

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Così i ragazzi, motivati a scoprire le azioni messe in campo dalla Fondazione Perugia Assisi 2019, hanno effettuato, in collaborazione con il Professore, una ricerca in internet per conoscere le iniziate adottate dalle Istituzioni per il sostengo della candidatura. Hanno poi sintetizzato i risultati della ricerca in un post sulla pagina di Facebook®.

 

Il progetto è stato accolto in maniera molto positiva dai partecipanti giovani ed anziani. Le finalità del progetto, sono state pienamente raggiunte con buonissimi risultati.

Primo fra tutti, l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti alla generazione di un dialogo tra età differenti, finalizzato allo scambio di conoscenze e all’incremento reciproco di competenze.

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Il miglior traguardo raggiunto è stato però quello di aver potuto offrire ai partecipanti l’opportunità di sperimentarsi in contesti sociali e aggregativi differenti da quelli praticati normalmente e di far incontrare persone fra loro differenti con la possibilità di arricchirsi a vicenda, culturalmente ed emotivamente.

 

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