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PROGETTO

SLEEPERS

Progetto di intervento per migliorare la relazione interpersonale tra adulti e minori e per creare spazi di benessere atti a prevenire il disagio e la devianza giovanile

Finanziato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali

 

Il progetto “Sleepers” si inserisce nell’ambito delle attività di tutela e promozione dell’infanzia e dei giovani.Nello specifico l’obiettivo principale che propone è quello di favorire il recupero e di migliorare l’adattamento di quei giovani che sono entrati in contatto con il circuito della giustizia minorile o con comportamenti devianti di qualche tipo (es. dipendenze, disturbi alimentari, bullismo, etc.).

 

 

Esso si realizza tramite la messa in atto di un intervento multidimensionale mirato a sollecitare la co-costruzione di abilità, competenze, linguaggi, obiettivi e strategie condivise. AICS si propone di utilizzare la propria rete territoriale per aiutare i minori individuati dal sistema dei servizi socio-sanitario e dalle amministrazioni locali della giustizia come soggetti in situazioni critiche per offrire, in collaborazione con alcune società sportive, servizi ed enti territoriali, la possibilità di avere accesso ad attività gratuite.

Lo sport e la cultura si rivelano, oltre che ottimi strumenti di socializzazione e di inclusione, un’eccellente opportunità per l’integrazione sociale e lavorativa di molti soggetti che non riescono ad inserirsi in seguito all’attuazione di comportamenti devianti. Fra le aspettative finali c’è sicuramente quella di sensibilizzare i rappresentanti delle società sportive dei territori coinvolti nella gestione di eventuali situazioni di disagio e/o devianza giovanile. Sarebbe anche di buon auspicio un’apertura del dialogo tra le famiglie, i ragazzi ed i referenti delle società sportive e l’acquisizione della capacità di lavorare in rete da parte di queste ultime con tutte le agenzie educative e operative competenti in materia di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. 

Sleepers

 

 PROGETTO NAZIONALE

Il progetto “Sleepers” mira ad intervenire per prevenire e contrastare la devianza giovanile attraverso azioni volte a promuovere delle alternative, cioè occasioni ed opportunità di benessere individuale e collettivo. Gli interventi devono essere in grado di offrire un sostegno adeguato nella direzione della promozione dello sviluppo di potenzialità e di risorse a livello individuale, familiare e sociale.

Questo processo di “empowerment” è necessario per contrastare i rischi di disagio, devianza e recidiva.                                                                 Sleepers 1

L'AICS, l’Università degli Studi di Sassari e il Dipartimento Giustizia Minorile hanno pensato di utilizzare lo sport e la cultura come luoghi e strumenti privilegiati per intercettare eventuali rischi evolutivi e per offrire uno spazio diverso rispetto a quello dove si concretizza l’atto deviante. In tal senso, l’iniziativa intende dotare le società sportive (in particolare quelle dove è possibile praticare sport di squadra) di maggiori risorse per far fronte a possibili situazioni di disagio evolutivo o devianza giovanile, anche prevedendo un coinvolgimento diretto dei circoli culturali.

Il progetto vuole quindi rappresentare un’occasione per prevenire lo sviluppo o il mantenimento di percorsi devianti attraverso lo strumento dello sport e il rinforzo di una rete multiagency presente sul territorio di appartenenza in grado di offrire scelte alternative e spazi di dialogo con i ragazzi e le loro famiglie. Tale possibilità favorisce la crescita personale nell’ambito sportivo e civile sostenendo l’acquisizione di competenze emotive, tecniche e di gruppo. Superando la stereotipia di un modello assistenziale, si è cercato di creare occasioni concrete per un progressivo reinserimento nel gruppo dei pari e nella vita quotidiana.

Il focus è posto sull’inclusione sociale per cercare di rafforzare la capacità di evitare il riproporsi di scelte devianti e un ulteriore obiettivo è quello di realizzare strategie di aggregazione che “delimitino il danno sociale presunto” che l’evento deviante potrebbe determinare. Soprattutto si creerebbero i presupposti per contrastare la logica delle “carriere devianti” (De Leo, Patrizi, 1998) ed i processi di stigmatizzazione a cui sembrerebbero essere inevitabilmente avviati questi adolescenti. In questo momento storico in cui una parte significativa della popolazione vede ridursi il proprio reddito è necessario un intervento più strutturato per lìinclusione sociale dei giovani.

L'inziativa persegue i seguenti obbiettivi:

 

Con il concetto di "devianza giovanile" intendiamo una categoria socio-psicologica che fa riferimento alla trasgressione da parte di persone in età evolutiva delle norme caratterizzanti uno specifico contesto sociale, relazionale e culturale (De Leo, Patrizi, 2002; Patrizi, 2011; Patrizi, Cuzzocrea 2012). Con questo termine ci riferiamo pertanto non solo ai comportamenti sanzionabili (ad esempio reati come il furto, la violenza sessuale, le aggressioni ad oggetti o persone, etc.) ma soprattutto a quei comportamenti considerati "a rischio" nella misura in cui espongono una persona a condizioni che potrebbero compromettere il suo sviluppo. In tal senso, possono assumere delle condizioni di rischio anche quei percorsi di vita che caratterizzano gli adolescenti ed i giovani che escono dal circuito della giustizia minorile dopo aver scontato una pena o un periodo di "messa alla prova" (rif. ex art. 28 DPR 448/88).

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Nello specifico il Comitato provinciale AICS di Perugia si è rivolto ad un target di giovani provenienti da famiglie in difficoltà economica e/o sociale.

Le società sportive intervenute sono:

1.     FIP

2.     VIVA

3.     Jigoro Kano

4.    Asd nuoto Aics Terni

5.    Asd Nuova Terni volley

6.    Asd Judo Giano dell'Umbria

7.    Società sportiva Collepieve

8.    Centrodanza asd


Aics Perugia ha realizzato, insieme all'USSM/CGM, due giornate di approfondimento per i tecnici dei circoli sportivi durante le quali sono stati toccati temi molto interessanti, in particolare:

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La direttrice del Centro Giustizia Minorile di Firenze, spiega, dal suo punto di vista,l'esigenza e lo scopo del progetto Sleepers.

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Sleepers, attraverso la collaborazione tra AICS e il Dipartimento di Giustizia Minorile, vuole offrire una maggiore gamma di scelte ai ragazzi dell'IPM , Istituto Penale per i Minorenni. Il ragazzo deviato, seguito nel percorso dall'assistente sociale, prende parte ad attività sportive sotto il periodo di messa alla prova, per poi tornare davanti al magistrato per essere nuovamente giudicato.

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Enrica Pini ha riportato di aver riscontrato un buon livello di partenza come sensibilizzazione qualitativa all'argomento per poi parlare della devianza giovanile ed i fattori di rischio e di protezione. Il disagio è una situazione di non "agio"; non sentirsi bene o vivere una condizione o situazione sgradevole. Il disagio può essere di natura psicologica (endogeno, correlato al processo educativo), sociale (esogeno, determinato dai condizionamenti della società). La nostra società è ora caratterizzata dall'assenza di punti di riferimento per i giovani (genitori, scuola, quartiere) e la mancanza di riferimenti di adultizzazione sono considerate cause dell'assenza di un educazione emotiva e di una mancanza di fiducia verso l'adulto. In questo scenario il comportamento deviante è visto come unico possibile per farsi notare (e quindi per disegnare la propria identità).

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 I progetti educativi vengono fatti su misura in base alle necessità ed alle potenzialità del singolo soggetto in misura cautelare non detentiva o in messa alla prova. Infine l'USSM svolge attività di sostegno e controllo nella fase di attuazione delle misure cautelari, alternative e sostitutive concesse ai minorenni e giovani adulti, in accordo con gli altri Servizi Minorili della Giustizia e degli enti locali.

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Inoltre la mesa alla prova può, a seconda del caso, prevedere attività ricreative, sportive, socializzanti e percorsi di sostegno alla genitorialità. In questa chiave di lettura è implicita l'esigenza di ricomporre le risorse del sistema dei servizi con quelle del territorio. È nella comunità di appartenenza (tramite le risorse che essa può offrire) che il sistema istituzionale è in grado di ampliare l'insieme delle opportunità sociali e di promuovere allo stesso tempo i legami interpersonali solidali che accompagneranno il minore verso un percorso di autonomia e di responsabilizzazione. La messa alla prova è quindi una scommessa sul cambiamento del ragazzo comprensiva anche di quella utilità educativa con la quale il minorenne prenda coscienza della lesione arrecata all'altrui diritto. In questo senso l'intervento di rete con la progettazione di un modello di lavoro integrato (multiagency) appare molto importante, soprattutto in questo momento storico di carenza di risorse. Un miglioramento necessario è raggiungibile attraverso una formazione condivisa e continua (life-long learning) che coinvolga tutte le fasi del lavoro – dalla intercettazione di un disagio ad un intervento di presa in carico – e tutte le agenzie responsabili dell'intervento. 

 

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La capacità che ogni singolo ha di rispondere ad uno stimolo in maniera reattiva di fronte ad una situazione drammatica si chiama resilienza e la soglia di questa varia da soggetto in soggetto, da momento di vita in momento di vita. La nostra è un'epoca caratterizzata dall'individualismo (comunitario) ovvero un autoreferenzialità (io meglio di altri), dall'unidimensionalità dell'essere umano (voglia di apparire), dalla competitività (devi essere il primo) e dall'apparenza (conta solo come appari: ognuno è suddito della sua immagine). La conseguenza di queste influenze esterne è l'isolamento poiché per alimentare l'individualismo si impoveriscono le relazioni con gli altri. Dalla competitività sorge invece una maggiore esigenza di sensation seeking (ricerca di sensazioni forti) e di risk taking (azioni che contengono un dato rischio). Ci troviamo quindi davanti ad un nuovo paradigma culturale in una società influenzata dal mercato e dall'immagine: dalla società del diventare passiamo alla società dell'apparire. Anziché cercare di avere ciò che si desidera oggi si desidera ciò che si può avere (o si crede di poter avere); e ciò che si deve desiderare lo decide oggi qualcun altro (il "Mercato"). La maggior parte dei bisogni possono essere appagati senza sforzo e da questo nasce l'incapacità di tollerare la frustrazione dovuta al non raggiungimento degli obiettivi. Si è via via persa la cultura dell'impegno per il raggiungimento degli obiettivi. Con il paradigma dell'apparire cambia anche la concezione di limite e la posizione (ruolo) che si deve ricoprire all'interno della società.

 

 

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