Stampa 
cтатусы для социальных сетей

 

                      TUTTI I COLORI DEL BUIO

                                                                                                 “Tutti i colori del buio: i contenuti pedagogici dell’azione associativa come risposta al

                                                                                                                            bullismo e alla disgregazione giovanile”

                                                                            Progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali

Il Progetto ha la finalità generale di promuovere una maggiore consapevolezza sulla problematica del bullismo e in generale sui comportamenti violenti tra i giovani e di favorire l’acquisizione di quelle competenze, risorse e strategie utili nella comunità locale di appartenenza al fine di intercettare ed intervenire con maggiore efficacia di fronte alle diverse situazioni di disagio che potrebbero vedere coinvolti molte persone in età infantile e adolescenziale.

1)Migliorare le conoscenze sulle problematiche del mondo giovanile con specifico riferimento al bullismo.

2) Promuovere a livello locale lo sviluppo di una cultura della legalità e del rispetto reciproco.

3) Aumentare la qualità e il benessere di bambini e adolescenti prevenendo l’insorgenza di comportamenti violenti tra i giovani.

4) Promuovere l’empowerment della comunità nel gestire il bullismo e in generale il disagio di bambini, adolescenti, giovani.

5) Sviluppare capacità di trasferire le competenze acquisite ai propri contesti di appartenenza.

6) Favorire lo scambio di buone prassi tra differenti contesti locali.

 ANALISI DEI BISOGNI LOCALI

Di seguito gli elementi salienti emersi dall’analisi

1) Il ruolo dei genitori: perdita del ruolo di educatori e diffusione della rappresentazione del genitore come amico/confidente. Difficoltà di partecipare alla vita dei ragazzi incentivata dall’organizzazione generale delle città: tempi di lavoro, viabilità, spostamenti, costi dei servizi, ecc. Predilezione del coinvolgimento verso gli interessi specifici dei propri figli, piuttosto che per quelli generali.

2) La rete: “Solitudine tecnologica” come riempimento del tempo non organizzato dei ragazzi. Perdita del valore della condivisione tipico della rete. Utilizzo “sregolato” del web.

3) La tendenza a banalizzare e/o a demonizzare: sviluppo della contraddizione tra due tendenze opposte - diffusione tra ampie fasce di educatori della tendenza a giustificare qualsiasi atto dei ragazzi in nome dell’età vs demonizzazione di qualsiasi comportamento giovanile (abbigliamento, gusti musicali, stili di vita o di consumo, ecc.).

4) Necessità di strutturare “luoghi positivi”: creazione di luoghi di vita culturalmente ricchi: sport, cinema, teatro, laboratori, spazi per incontri e musica, librerie, biblioteche. Necessità di organizzare e strutturare luoghi di incontro validi da un punto di vista pedagogico ed educativo.

5) Incentivazione del legame scuola - genitori: costruzione di “alleanze” tra i genitori e gli insegnanti al fine di incrementare il pluralismo dei modelli educativi, le risposte, gli stimoli

. 6) Confronto con i genitori: organizzazione di momenti di sensibilizzazione volti alla diffusione di nuovi modelli che mettano al centro la compartecipazione educativa di famiglia, scuola e istituzioni pubbliche e private.

7) La peer education: coinvolgimento attivo, diretto e protagonista dei ragazzi.

I possibili interventi sono stati pianificati tenendo conto del contesto locale, delle risorse e delle competenze che il gruppo di lavoro possiede. Sono state ipotizzate azioni facilmente attuabili sia in relazione alle risorse economiche disponibili sia in relazione agli ambiti di attuazione.

 

Enti Partecipanti

Istruzione

Area socio-sanitaria


Giustizia minorile

Enti religiosi


Enti locali

Sport

Imprese

Privato sociale

Esperti

Università

Famiglia

Questura

 

1. Il ruolo dei genitori

Un importante elemento di analisi è stato individuato nella perdita, da parte dei genitori, del ruolo di educatori. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, si è assistito alla tendenza generale di pensare al genitore come amico/confidente. Si è rilevato che a mettere in crisi la figura di genitore-educatore, tra le altre cose, ha contribuito l'organizzazione generale delle città (tempi di lavoro, viabilità, spostamenti, costi, ecc.) che non facilita gli adulti lavoratori nel loro ruolo di genitori attivi nella vita dei ragazzi.

2. La rete
L'invasione del web è stata un altro elemento analizzato in relazione alla crescita del disagio giovanile. Accanto al divertimento e al valore della condivisione tipico della rete, infatti, assistiamo ad un uso sregolato del web che porta i ragazzi a trovarsi soli tra migliaia di input, non avendo spesso gli strumenti adeguati alla selezione. È la solitudine tecnologica.

3. La tendenza a banalizzare e/o a demonizzare

Nuovi elementi che incidono negativamente sulla crescita e sull'educazione dei ragazzi sono stati individuati nelle due tendenze, opposte ed ugualmente diffuse, a banalizzare e/o a demonizzare i comportamenti. Ci sono, infatti, ampi pubblici di educatori che tendono a giustificare qualsiasi atto in nome dell'età (ex. è una ragazzata.). Tale tendenza è imprudente sia per gli adulti, che perdono di vista il proprio ruolo, sia, per i giovani, che non trovano alcun appiglio/limite/categoria di riferimento per l'organizzazione delle loro vite. Anche per disobbedire occorre avere coscienza del lecito e dell'illecito.

Brainstorming per la costruzione di un piano locale di proposte operative

I luoghi positivi La creazione di luoghi di vita culturalmente ricchi è stata una delle proposte maggiormente condivise. Lo sport, il cinema, il teatro, i laboratori, gli spazi per incontri, la musica sono alcuni esempi per ridisegnare la città a prova di ragazzo.

Tali spazi devono essere organizzati e strutturati affinchè siano luoghi validi da un punto di vista educativo.

La loro progettazione e il loro funzionamento,  non dovrebbero essere organizzati secondo le categorie degli adulti (competizione vs collaborazione, tempi veloci vs tempi lenti del pensiero, regole rigide vs cambiamento, autorità vs auto-gestione), ciò crea, nei ragazzi stessi, il non riconoscimento di tali spazi come propri.

 Il legame scuola - genitori

Una possibilità che è stata individuata come risolutiva è la costruzione di "alleanze" tra i genitori e gli insegnanti. I ragazzi, spesso, sono percepiti dai genitori come una proprietà privata ed il mondo della scuola viene percepito dalle famiglie come una controparte. Tutto ciò avviene a discapito dei ragazzi che non possono più godere del pluralismo di modelli educativi, ma si trovano di fronte ad adulti che incidono continuamente sulle loro vite, senza offrire tuttavia risposte e stimoli adeguati.

 Intervenire sui genitori

Per prevenire il bullismo bisogna agire sul disagio giovanile generale. A questo proposito, poiché il disagio è causato spesso dal mondo degli adulti (genitori e organizzazione delle città) è emersa la proposta di agire non solo sui ragazzi ma soprattutto sugli adulti, attraverso iniziative di sensibilizzazione volte alla diffusione di modelli educativi differenti, rispetto a quelli attuali, in una compartecipazione educativa di famiglia, scuola e istituzioni pubbliche e private.

La peer education

Un'esperienza interessante è stata segnalata nell'ambito della peer education, ovvero l'educazione tra pari. Tale metodologia, che prevede il coinvolgimento attivo, diretto e protagonista dei ragazzi, risultata efficace nella trasmissione di specifici messaggi se espressi dai coetanei e non da adulti esperti.

 

 

 

 

гороскоп на сегодня
проверка тИЦ и PR