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I giochi mondiali amatoriali della Csit si terranno sulla riviera romagnola nel giugno 2021: la Regione Emilia Romagna, presentata da AiCS, si aggiudica l’edizione post Covid

I prossimi World Sport Games, i giochi mondiali amatoriali della Csit, si terranno nel giugno prossimo sulla riviera romagnola. Dopo 6 anni e grazie ad AiCS torna quindi in Italia l’evento multisportivo della Confederazione internazionale dello sport amatoriale: ad aggiudicarsi i Giochi è stata la Regione Emilia Romagna che, presentata da AiCS, ha convinto il comitato esecutivo Csit ad assegnare l’edizione post covid all’Italia, nelle cittadine e nei territori di Cervia e Cesenatico.

L’edizione 2021 era già stata assegnata in passato alla Croazia ma la pandemia e il recente terremoto hanno messo in difficoltà il territorio, convincendo l’ex comm a rimettere in palio l’ospitalità della 7a edizione dei Giochi.

Il Covid-19 ha posto il mondo in uno stato di emergenza senza precedenti negli ultimi mesi e continua ad avere un impatto enorme sulla vita quotidiana. I contatti sociali non sono ancora possibili nella stessa misura in cui eravamo abituati prima del Coronavirus. Lo sport non è ancora pienamente disponibile e l’organizzazione di grandi eventi sportivi non è ancora sicura. Per motivi di sicurezza, tutti i principali eventi internazionali sono stati rinviati di almeno un anno al 2021. In questo panorama, AiCS e il territorio romagnolo – con la recente edizione di VerdeAzzurro 2020 – sono riusciti insieme a dimostrare che i grandi eventi sono ancora possibili, salvaguardando i protocolli di sicurezza e il distanziamento.

Guardando al futuro, la prossima edizione dei nostri CSIT World Sports Games 2021 rappresenterà un momento di grande rinascita per la nostra Confederazione e per lo sport in tutto il mondo– ha commentato il presidente CSIT Bruno Molea, appena confermato alla presidenza anche di AiCS -.Vogliamo quindi inviare un segnale ai nostri membri e partner assicurandoci che i Giochi Mondiali 2021 si svolgano nel rispetto di tutte le misure di sicurezza e salute Covid-19 necessarie. Questa è anche un’opportunità per mostrare e godere della forza e del messaggio del unità della famiglia CSIT”.

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Marcassa (Terzo Settore – AiCS): “Momento importante ma mancano altri due adempimenti al completamento della riforma”

Si apre una nuova fase per il Terzo settore italiano: la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’introduzione del Registro Unico nazionale del Terzo Settore (Runts). “Era un passaggio molto atteso nel segno della trasparenza – commenta la portavoce del Forum Nazionale Terzo settore, Claudia Fiaschiuno dei passaggi fondamentali della Riforma del Terzo settore, che servirà a dare una carta d’identità a tutte le nostre realtà, rendendo uniforme l’inquadramento di migliaia di organizzazioni sociali sull’intero territorio nazionale”.

L’iscrizione al Runts, non obbligatoria, sarà necessaria per avere accesso alla ripartizione del 5 per mille e ai benefici fiscali per le organizzazioni del Terzo settore.

Oggi una parte molto cospicua delle oltre trecentomila organizzazioni non profit operanti nel nostro Paese – spiega Fiaschi – è organizzata in reti territoriali. Adesso possiamo avviare insieme al Ministero del Lavoro – e vogliamo farlo rapidamente – il percorso di elaborazione degli statuti-tipo per le organizzazioni del Terzo settore: abbiamo la possibilità di dare stabilità organizzativa e opportunità di sviluppo a questo comparto fondamentale per la nostra economia e la nostra società”.

“Finalmente un passaggio importante per l’entrata in vigore del Registro Unico Terzo Settore è stato fatto – ha aggiunto il referente di AiCS per il Terzo settore, Maurizio Marcassa -. Ora devono decorrere i sei mesi dati alle Regioni per organizzarsi e istituire le sedi regionali del Registro Unico, con l’istituzione degli Uffici e del Registro regionale diviso per sezioni, come stabilisce il Codice Terzo Settore, in modo da cominciare a trasferire le asd, le aps e gli altri Enti Terzo Settore dai vecchi registri regionali al Registro Unico del Terzo settore”.

Rimangono però due importanti adempimenti per completare la riforma, rimarca Marcassa: “e cioè l’approvazione degli statuti tipo per gli Enti di Terzo Settore e soprattutto l’approvazione da parte della Commissione Europea di tutta la normativa fiscale prevista dal 117 per gli Enti di Terzo Settore. Senza l’approvazione di questi provvedimenti, la Riforma risulta incompleta e non può operare efficacemente, anche se le norme sono già in vigore. Si rivolge un invito a tutte le Aps e le Odv affiliate Aics che intendono diventare Enti di Terzo Settore e che hanno in corso le domande di iscrizione ai vari registri regionali o nazionale (per le Aps tramite Aics) o che intendono farlo, di affrettarsi e di completare le documentazioni richieste dalle varie Regioni”.

 

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L’assise convocata in video conferenza il 12 settembre: leggi la relazione congressuale

Come è cambiata – consolidando il proprio ruolo e le azioni sul territorio – AiCS negli ultimi 4 anni, e quali sono le strategie di crescita e miglioramento per il futuro?
Questi tra i temi trattati nella relazione del presidente nazionale Bruno Molea, documento con il quale si è aperto in  videoconferenza il 18° congresso nazionale dell’Associazione Italiana Cultura Sport.
Corposa e densa di contenuti, la relazione traccia i progetti, le scommesse e gli orizzonti per il prossimo mandato ma anche e soprattutto gli assi strategici attorno ai quali l’Associazione è cresciuta, sia numericamente che come impatto sociale prodotto sui territori: dalla progettazione alle politiche internazionali, dalla comunicazione alla formazione fino alla crescita degli eventi e dei progetti sportivi.

>>SCARICA QUI LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE 

>> SCARICA QUI LE SLIDE DI SINTESI DELLA RELAZIONE DEL PRESIDENTE

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Restituiamo valore alla parola “amatoriale”: dal verbo amare

di Daniele Lamuraglia*

L’episodio che è al centro dell’attenzione mediatica in questi giorni, nel quale è stato ucciso un giovane di 21 anni, oltre all’orrore e allo sdegno per gesti di simile brutale e ingiustificata violenza, ha suscitato – anche da parte di noti opinionisti – aspre polemiche sulle arti marziali, lo sport praticato dagli aggressori, come se questo fosse la causa di tali atti.

Sappiamo però ormai per lunga esperienza che questi sport, se insegnati da Maestri che conoscono il senso profondo di queste discipline, svolgono un ruolo formativo che è proprio il contrario dello stimolo agli istinti violenti, feroci e irresponsabili: le arti marziali rappresentano, come del resto tutti gli sport, un’educazione al rispetto degli altri, alle regole, al controllo e alla conoscenza di se stessi.

Semmai quello a cui dovrebbe spingerci questo episodio, è una riflessione sui modelli culturali e sociali che l’attuale società sta proponendo – in particolare alle giovani generazioni – all’interno dei quali lo sport rischia di divenire solo uno degli strumenti per raggiungere determinati obbiettivi.

È l’imposizione del successo e della fama da raggiungere a tutti i costi che sta trasformando lo sport in un’attività nella quale l’unico fine diviene quello di vincere e l’avversario si tramuta in un nemico da abbattere, e nello stesso tempo, come un cane che si morde la coda, è solo dalla sconfitta dell’altro atleta che si attribuisce il marchio del successo e della fama. Ed ecco che il triste motto di tragici momenti del passato, come “Vittoria o Morte”, diventa sinonimo della secca alternativa imposta dall’attuale società tra successo pubblico o morte sociale.

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